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Ogni edizione include la traduzione del semplificato e quella dell’originale in italiano.

Avventura

Martin Eden

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Edizione semplificata B1

Testo originale C1 livello indicativo

Nello stesso ebook

Due testi collegati e due glossari, con traduzioni in italiano.

L’autore

Jack London (1876–1916) fu uno scrittore statunitense che trasse ispirazione dai viaggi, dal lavoro e dall’esperienza nel Nord durante la corsa all’oro. In Il richiamo della foresta, Zanna Bianca e Il lupo dei mari raccontò lotta per la sopravvivenza, natura e rapporti di forza tra gli esseri viventi.

Martin Eden è un marinaio povero e autodidatta, la cui vita cambia quando salva un giovane e viene accolto in una colta famiglia borghese. Qui incontra Ruth Morse, una donna elegante e istruita che risveglia in lui una fame di conoscenza e bellezza. Determinato a rendersi degno di lei, Martin divora libri, impara da solo a scrivere e sopporta una povertà durissima e innumerevoli rifiuti, continuando a produrre un racconto dopo l'altro. Proprio quando ormai cede alla disperazione, la sua opera viene scoperta ed egli diventa un autore celebrato quasi da un giorno all'altro. Eppure, la fama non gli procura alcuna gioia: il mondo raffinato che un tempo venerava gli appare ora superficiale, l'amore di Ruth si rivela condizionato e le vecchie amicizie si dimostrano insincere. Estraneo a ogni classe sociale, Martin sprofonda in una disillusione profonda e fatale.

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Semplificato B1

Semplificato EN

He walked behind the other man with a rolling swing in his shoulders, and his legs spread of themselves, as if the flat floor were moving like the sea. The large rooms seemed too small for his heavy walk, and he was afraid his broad shoulders would hit the doorways or knock over the things on the low mantel. He kept moving away from objects that were not really in his way, only in his mind. There was enough space between the piano and the table of books for several people to walk side by side, but he entered it nervously. His arms hung loosely at his sides, and he did not know what to do with them. When he thought one arm might brush the books, he suddenly lurched away like a frightened horse and nearly hit the piano stool. Watching the easy walk of the man in front of him, he understood for the first time that his own walk was different from other men’s. He felt ashamed of how clumsy he seemed. Sweat came out on his forehead in tiny drops, and he stopped to wipe his bronzed face with his handkerchief. “Hold on, Arthur, my boy,” he said, trying to hide his worry with a joking tone. “This is too much for me all at once. Give me a chance to calm down. You know I didn’t want to come, and I guess your family doesn’t exactly want to see me either.”

Semplificato IT

Camminava dietro l'altro uomo con un'andatura ondeggiante nelle spalle, e le gambe gli si allargavano da sole, come se il pavimento piatto si muovesse come il mare. Le grandi stanze sembravano troppo piccole per il suo passo pesante, e temeva che le sue spalle larghe urtassero contro gli stipiti delle porte o facessero cadere gli oggetti sulla bassa mensola del camino. Continuava a scostarsi da oggetti che non erano davvero sul suo cammino, ma solo nella sua mente. C'era spazio a sufficienza tra il pianoforte e il tavolo dei libri perché più persone camminassero fianco a fianco, ma lui vi entrò nervosamente. Le braccia gli pendevano lungo i fianchi, e non sapeva cosa farne. Quando pensò che un braccio potesse sfiorare i libri, scartò improvvisamente come un cavallo spaventato e per poco non urtò lo sgabello del pianoforte. Osservando l'andatura disinvolta dell'uomo davanti a sé, capì per la prima volta che il proprio modo di camminare era diverso da quello degli altri uomini. Si vergognava di apparire così goffo. Il sudore gli spuntò sulla fronte in minuscole gocce, e si fermò per asciugarsi il viso abbronzato con il fazzoletto. «Aspetta, Arthur, ragazzo mio», disse, cercando di nascondere la propria inquietudine con un tono scherzoso. «È troppo tutto insieme per me. Dammi il tempo di calmarmi. Lo sai che non volevo venire, e immagino che neanche la tua famiglia abbia una gran voglia di vedermi.»

Originale

Originale EN

He walked at the other’s heels with a swing to his shoulders, and his legs spread unwittingly, as if the level floors were tilting up and sinking down to the heave and lunge of the sea. The wide rooms seemed too narrow for his rolling gait, and to himself he was in terror lest his broad shoulders should collide with the doorways or sweep the bric-a-brac from the low mantel. He recoiled from side to side between the various objects and multiplied the hazards that in reality lodged only in his mind. Between a grand piano and a centre-table piled high with books was space for a half a dozen to walk abreast, yet he essayed it with trepidation. His heavy arms hung loosely at his sides. He did not know what to do with those arms and hands, and when, to his excited vision, one arm seemed liable to brush against the books on the table, he lurched away like a frightened horse, barely missing the piano stool. He watched the easy walk of the other in front of him, and for the first time realized that his walk was different from that of other men. He experienced a momentary pang of shame that he should walk so uncouthly. The sweat burst through the skin of his forehead in tiny beads, and he paused and mopped his bronzed face with his handkerchief. “Hold on, Arthur, my boy,” he said, attempting to mask his anxiety with facetious utterance. “This is too much all at once for yours truly. Give me a chance to get my nerve. You know I didn’t want to come, an’ I guess your fam’ly ain’t hankerin’ to see me neither.”

Originale IT

Camminava alle calcagna dell'altro dondolando le spalle e allargando inconsapevolmente le gambe, come se i pavimenti piani s'inclinassero e sprofondassero seguendo il rollio e il beccheggio del mare. Le vaste stanze sembravano troppo anguste per la sua andatura ondeggiante, e dentro di sé era atterrito al pensiero che le larghe spalle urtassero gli stipiti o spazzassero via i soprammobili dalla bassa mensola del camino. Si scostava ora da una parte ora dall'altra per evitare i vari oggetti, moltiplicando pericoli che in realtà esistevano soltanto nella sua mente. Fra un pianoforte a coda e un tavolo al centro della stanza, sul quale erano ammucchiati molti libri, vi era spazio perché passassero sei persone affiancate; eppure vi si avventurò con trepidazione. Le braccia pesanti gli pendevano flosce lungo i fianchi. Non sapeva che cosa fare di quelle braccia e di quelle mani e, quando alla sua vista eccitata parve che un braccio rischiasse di sfiorare i libri sul tavolo, scartò come un cavallo impaurito, mancando per un soffio lo sgabello del pianoforte. Osservava il passo disinvolto dell'altro davanti a sé e per la prima volta si rese conto che il suo modo di camminare era diverso da quello degli altri uomini. Provò per un istante una fitta di vergogna per la propria andatura sgraziata. Minuscole gocce di sudore gli affiorarono sulla fronte; si fermò e si asciugò col fazzoletto il volto abbronzato. «Aspetta, Arthur, ragazzo mio», disse, cercando di mascherare l'ansia con un tono scherzoso. «È un po' troppo tutto insieme per il sottoscritto. Dammi il tempo di farmi coraggio. Sai che non volevo venire, e immagino che neppure la tua famiglia muoia dalla voglia di vedermi.»

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