Ogni edizione include la traduzione del semplificato e quella dell’originale in italiano.
Gli dèi di Marte
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Libro 2 della serie Le cronache di Marte
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Dopo un decennio trascorso di nuovo sulla Terra, John Carter fa finalmente ritorno su Marte, ma giunge nella Valle Dor, al polo sud, il presunto paradiso della religione barsoomiana, che si rivela una trappola mortale dove i pellegrini diventano preda degli uomini-pianta, delle scimmie bianche e dei cannibali Sacri Thern. Carter manda in frantumi la sacra menzogna e scopre che gli stessi Thern sono schiavi dei Primogeniti dalla pelle nera e della loro falsa dea Issus. Affiancato dall'eroico amico marziano verde Tars Tarkas e da altri compagni, muove guerra contro questi culti radicati per abbattere un mostruoso inganno che ha condannato innumerevoli generazioni. Nel frattempo, la sua amata Dejah Thoris viene trascinata in prigionia nei templi di Issus. Tra feroci battaglie, audaci salvataggi e sconvolgenti rivelazioni, Carter colpisce al cuore la tirannia di Barsoom, ma la storia termina con un finale sospeso, lasciando il destino di Dejah Thoris in bilico.
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Semplificato EN
On a clear, cold night in early March 1886, I stood on the bluff near my cottage and looked down at the Hudson. It flowed below me like the grey, silent ghost of a dead river. Again I felt the strange power of Mars, the great god of war, whom I had begged for ten lonely years to take me back to my lost love. I had not felt this pull since the night in 1866. Then I stood outside an Arizona cave where my dead body lay.
Semplificato IT
In una notte limpida e fredda dei primi di marzo del 1886, stavo sulla rupe vicino al mio cottage e guardavo giù verso l'Hudson. Scorreva sotto di me come lo spettro grigio e silenzioso di un fiume morto. Sentii di nuovo lo strano potere di Marte, il grande dio della guerra, che per dieci lunghi anni solitari avevo implorato di riportarmi al mio amore perduto. Non provavo questa attrazione dalla notte del 1866. Allora stavo fuori da una caverna dell'Arizona dove giaceva il mio corpo morto.
Originale
Originale EN
As I stood upon the bluff before my cottage on that clear cold night in the early part of March, 1886, the noble Hudson flowing like the grey and silent spectre of a dead river below me, I felt again the strange, compelling influence of the mighty god of war, my beloved Mars, which for ten long and lonesome years I had implored with outstretched arms to carry me back to my lost love. Not since that other March night in 1866, when I had stood without that Arizona cave in which my still and lifeless body lay wrapped in the similitude of earthly death had I felt the irresistible attraction of the god of my profession.
Originale IT
Mentre me ne stavo sulla rupe davanti al mio cottage, in quella notte limpida e fredda dei primi giorni di marzo del 1886, con il nobile Hudson che scorreva sotto di me come lo spettro grigio e silenzioso di un fiume morto, sentii di nuovo la strana e imperiosa influenza del possente dio della guerra, il mio amato Marte, che per dieci lunghi e solitari anni avevo implorato a braccia tese di ricondurmi al mio amore perduto. Non provavo l'irresistibile attrazione del dio della mia professione da quell'altra notte di marzo del 1866, quando mi ero trovato fuori da quella caverna dell'Arizona in cui il mio corpo, immobile e privo di vita, giaceva avvolto nella parvenza della morte terrena.
Le cronache di Marte
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